Porta chiusa

di Jean Paul Sartre

Porta chiusa

di Jean Paul Sartre

Tratto dall’opera di Jean Paul Sartre, il dramma inizia con il Valletto che introduce in una stanza un uomo chiamato Garcin. La stanza non ha né finestre né specchi e si capisce presto che è un luogo dell’inferno. Garcin viene raggiunto da due donne, Inès ed Estelle. Tutti si aspettano di essere torturati, ma nessun altro entra nella stanza. Pian piano i personaggi comprendono di essere lì per torturarsi a vicenda, cosa che, nonostante ne siano consapevoli, fanno, gli uni tormentando gli altri con domande e commenti sulla loro vita precedente, sui delitti, miserie, desideri e passioni. I personaggi sono in grado di vedere ciò che accade sulla Terra, nella misura in cui ciò riguarda ancora loro, ma a mano a mano la connessione si fa più labile e le visioni scompaiono, lasciandoli da soli con loro stessi e gli altri due. Verso la fine del dramma Garcin scopre che la porta è sempre rimasta aperta ma né lui né Inès né Estelle sono ormai in grado di lasciare la stanza, imprigionati nella rete di rapporti che hanno creato.

Locandina

traduzione di Enzo Siciliano
regia di Walter Pagliaro
con Warner Bentivegna, Luigi Diberti, Micaela Esdra, Valentina Fortunato
scene e costumi di Paolo Tommasi
luci di Sergio Rossi
direttore dell’allestimento Pietro Pagnanelli
assistente alla scenografia Antonio Tocchi
assistente ai costumi Fulvia Roverselli
aiuto regista Enrico Protti

A.U.D.A.C. Teatro Stabile dell’Umbria

Stagioni precedenti

  • Gubbio, Teatro Comunale, ven 28 dic 1990

traduzione di Enzo Siciliano
regia di Walter Pagliaro
con Warner Bentivegna, Luigi Diberti, Micaela Esdra, Valentina Fortunato
scene e costumi di Paolo Tommasi
luci di Sergio Rossi
direttore dell’allestimento Pietro Pagnanelli
assistente alla scenografia Antonio Tocchi
assistente ai costumi Fulvia Roverselli
aiuto regista Enrico Protti

A.U.D.A.C. Teatro Stabile dell’Umbria