Anche i piccioni hanno le ali

a cura di Vittoria Corallo

Anche i piccioni hanno le ali

a cura di Vittoria Corallo

Il centro storico di Perugia, dal 7 al 30 agosto, si anima con il progetto ANCHE I PICCIONI HANNO LE ALI, a cura di Vittoria Corallo.

Nato nell’ambito di Per Aspera ad Astra – Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza e promosso a livello nazionale da Acri, l’Associazione delle Fondazioni di origine bancaria, in Umbria il progetto è realizzato, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, la Casa Circondariale di Capanne e il Teatro Stabile dell’Umbria.

Anche i piccioni hanno le ali è nato nel 2021, nell’ambito delle attività dedicate alla popolazione carceraria all’interno del carcere di Perugia, grazie allo scambio epistolare tra gli attori della casa Circondariale di Capanne e le persone che hanno risposto alla chiamata pubblica, il risultato è stato una serie di frammenti video e fotografici realizzati con gli attori detenuti.

Sabato 7 e domenica 8 agosto, in via Cartolari e in via della Viola, nell’ambito di Perugia Art Festival organizzato dalla Confraternita Sopramuro, verrà allestita, in collaborazione con l’Associazione FIORIVANO LE VIOLE, una mostra fotografica, dal titolo Abito persona che proseguirà fino al 30 agosto. Questo percorso fotografico cerca di ascoltare la voce dell’abito, immaginandolo come una maschera quotidiana, segno della persona che amplifica l’identità, convenzione estetica della propria immagine e condizionamento visivo capace di definire il ruolo sociale dell’individuo. Ci sono abiti senza testa e volto, abiti riconoscibili che possono rimandare a contesti specifici, e abiti estranei all’ immaginario comune, come se l’abito parlasse lingue diverse, alcune più comprensibili di altre. La luce non ha bisogno di brillare, asseconda la materia urbana senza cercare di estetizzarla. I passanti che incontreranno i ritratti fotografici, grazie alla presenza dell’artista Vittoria Corallo, avranno la possibilità di registrare un racconto vocale sull’identità della persona che indossa l’abito, e le voci registrate saranno riprodotte lungo le vie.

Inoltre in alcuni locali di piazza Matteotti con Lenti sarà possibile fruire dei video visualizzabili con i codici QR, un’esplorazione visuale in cui il linguaggio simbolico incrocia lo spazio e il tempo urbano creando dei cortocircuiti. Si concentra sul concetto di condizionamento come forza a cui l’individuo non può sottrarsi. Una visione espansa e rarefatta che richiede uno sguardo immersivo, invoca l’attenzione che si raccoglie durante una pratica teatrale che amplifica le percezioni, intensifica la rete connettiva dei corpi nello spazio e cambia il respiro del tempo. Le azioni poetiche interferiscono con le condizioni che soffocano la relazione tra gli individui.