Massimo Castri

21 Gennaio 2013

Questa mattina, lunedì 21 gennaio, è venuto a mancare Massimo Castri, artista profondamente legato al Teatro Stabile dell’Umbria. Nato come attore, laureatosi con una bellissima tesi sul teatro politico, divenuto un testo fondamentale, si è poi affermato come regista, diventando una figura di riferimento del teatro di regia del dopoguerra.

“Un regista – ricorda Franco Ruggieri – con cui abbiamo costruito, negli anni che ci hanno visto collaborare e lavorare insieme, uno stretto legame artistico e umano. Con lui abbiamo condiviso, in tempi in cui questo era ancora possibile, progetti che rasentavano l’utopia, ambiziose idee teatrali, creando spettacoli che, possiamo affermarlo senza presunzione, hanno lasciato il segno nella storia del teatro italiano.

Lo Stabile ha incontrato per la prima volta Castri con la realizzazione al Teatro Caio Melisso di Spoleto, nel 1993, di Elettra di Euripide, un allestimento che, stravolgendo il concetto di teatro all’italiana, ha portato in Umbria pubblico da tutta Italia e dall’estero, fra cui anche il Presidente della Repubblica Luigi Scalfaro, presente alla ripresa, l’anno successivo, al Teatro Torti di Bevagna. Il lavoro di Euripide è proseguito con la messinscena di Ifigenia in Tauride.

Abbiamo poi realizzato la Trilogia della villeggiatura di Carlo Goldoni, che non era mai stata rappresentata nella sua interezza e che ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico, per arrivare a un inedito ed efficacissimo allestimento di Pirandello, La ragione degli altri, che è stato ripreso per ben quattro stagioni. E’ stata poi la volta di Alcesti di Euripide, ancora un appuntamento con l’autore greco che ha segnato la sua carriera.

Sono particolarmente addolorato per questa perdita – conclude Ruggieri – con Massimo il sodalizio artistico era poi cresciuto in un rapporto di amicizia profonda e non banale. Ci siamo più volte confrontati su tanti aspetti, e, negli ultimi anni, su nuovi progetti, ma purtroppo per la fase che sta vivendo il teatro italiano, è stato impossibile realizzarli.

Questa lunga collaborazione ha dato profondità e sostanza al respiro progettuale dello Stabile dell’Umbria, che grazie agli spettacoli con Castri ha realizzato un pezzo fondamentale della propria storia produttiva.”