La Fine di Shavuoth

24 Gennaio 2013

Sabato 26 gennaio, alle 21, al teatro Caporali di Panicale Ciro Masella è regista e interprete, insieme a Daniele Bonaiuti e Valter Corelli, de La fine di Shavuoth l’affascinante testo che ha rivelato al mondo il talento di Stefano Massini, giovane drammaturgo fiorentino conosciuto e tradotto in tutta Europa.

Una storia in bilico tra sogno e realtà che racconta dell’incontro notturno, realmente avvenuto in un caffè-teatro del ghetto praghese nell’ottobre del 1911, tra Franz Kafka e Itzhak Lowy destinati a diventare, il primo uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, l’altro uno dei più importanti attori del teatro yiddish.

Un pretesto per costruire un dialogo serrato sulla vita e l’arte, sulla paura e il coraggio di amare, vivere e sognare. I due uomini si studiano, si nascondono, si scherniscono per poi mettersi a nudo con lancinante tenerezza, e scoprirsi vicinissimi (e addirittura, forse, la stessa persona). In un’atmosfera magrittiana le due anime si incontrano per scontrarsi e poi trovarsi, cioè trovare se stesse nello stesso momento in cui trovano e riconoscono l’altro. Stefano Massini ha costruito un dialogo serrato e tagliente, modernissimo e dal ritmo ficcante; ci conduce con maestria nei meandri più oscuri e profondi dell’animo umano, ci porta per mano a sentire l’odore della paura, a farci intuire il sapore della vita. Il teatro luogo dello svelamento, della verità. Un sogno, due sogni. Due sogni che si incrociano. Due vite e due storie che entrano l’una nell’altra. Mentre la notte scorre. E forse si poteva uscire da quel posto. Bastava volerlo. Ma i due lo volevano davvero? Non è stato quello un passaggio necessario? Una svolta? La fine di qualcosa, che però conduce a qualcosa di nuovo, a una luce che si può identificare in quella dell’alba venuta a suggerire un giorno nuovo, ancora sconosciuto (e che quindi fa paura) ma che suggella la fine della notte, dell’oscurità della mente e dei cuori. La fine di Shavuoth racconta di una rinascita, di una svolta, di una presa di coscienza. Racconta della fine della paura, o almeno del coraggio di assumersi la paura e cominciare a vivere. Seguire il proprio daemon, la propria vocazione.

Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, presso il Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n°075/57542222. E’ possibile acquistare i biglietti on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it.