Bruno Buitoni

11 Marzo 2013

E’ scomparso Bruno Buitoni, personalità che oltre ad essere stata un punto di riferimento fondamentale per la vita economica della nostra regione, ne ha anche segnato la storia culturale, in particolare dal 1993 fino al 2000, anni in cui è stato Presidente del Teatro Stabile dell’Umbria.

Sono stati anni fondamentali che hanno contribuito a rafforzare l’identità del nostro teatro, segnati da successi straordinari, che hanno visto la collaborazione di registi di prestigio quali Luca Ronconi, Gigi Dall’Aglio, Dario Fo, Massimo Castri, Federico Tiezzi, Ninni Bruschetta, Giorgio Barberio Corsetti, Marco Baliani.

Ricordiamo in particolare la messinscena dell’Elettra di Massimo Castri, un allestimento che ha portato in Umbria pubblico da tutta Italia e dall’estero fra cui anche il Presidente della Repubblica Luigi Scalfaro e lo strepitoso successo de La Tempesta di Barberio Corsetti, debuttato in una delle più importanti vetrine internazionali, il Festival di Avignone.

Terminato il suo mandato Bruno Buitoni è rimasto sempre legato al teatro, tanto che nel 2003, insieme alla moglie Misette, ha contribuito alla realizzazione di un altro evento particolarmente significativo per la storia della nostra città e della nostra regione, I Quattro Moschettieri riscritto da Enrico Vaime sulla base dei libri di Nizza e Morbelli che la Buitoni-Perugina, ha pubblicato tra il 1935 e 1937. Uno spettacolo giocoso e pieno di umorismo, testimone di un’epoca, gli anni ’30, nella quale la Buitoni-Perugina, ha inventato, anticipando i tempi, una campagna pubblicitaria a dir poco avveniristica.

Brunello Cucinelli, Franco Ruggieri, il Consiglio di Amministrazione e tutti i dipendenti del Teatro Stabile dell’Umbria, particolarmente addolorati, ricordano con stima e grande affetto colui che ha seguito il teatro con passione e dedizione, svolgendo un lavoro preziosissimo e instancabile nei confronti dei Soci, delle istituzioni e dell’imprenditoria umbra.

E’ con grande commozione che salutiamo Bruno Buitoni, con lui se ne va innanzi tutto un uomo “per bene” che ha saputo unire alle capacità imprenditoriali l’amore per la conoscenza e per la cultura.

Testimone di un’epoca e degli ingegni della nostra Umbria, lascia in tutti noi un bellissimo ricordo, la convinzione di un ruolo insostituibile dell’arte e della cultura nella nostra società.